La manipolazione vertebrale è uno degli interventi che ha maggiormente prove di efficacia in letteratura per la riduzione del dolore e della disabilità in pazienti con dolori in zona lombare, dorsale e cervicale.
Si esegue posizionando il paziente in una specifica posizione ed attuando sull’articolazione vertebrale una manovra ad alta velocità e bassa ampiezza di escursione articolare detta impulso. La manipolazione è usata in diverse discipline manuali, ognuna delle quali le conferisce diversi e particolari meccanismi d’azione terapeutica.
Oggi, dagli studi effettuati, sembrerebbe che gli effetti terapeutici della manipolazione derivino da un meccanismo neurofisiologico. Non sarebbe dunque l’azione meccanica effettuata sui tessuti attraverso la manovra a creare l’effetto terapeutico, ma la manovra eseguita rappresenterebbe per il SNC un’enorme quantità di input propriocettivi ai quali il SNC risponderebbe in uscita attuando un cambiamento benefico sui tessuti articolari e periarticolari manipolati.
Al di là di quale sia il meccanismo terapeutico della manipolazione, abbiamo la certezza
sperimentale della sua efficacia, in particolar modo, secondo le ultime linee guida, sulle seguenti
disfunzioni:
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